“Già il secondo? Ma Riccardo è ancora piccolo!”

13/03/2019

Oggi finalmente riesco ad ultimare questo pezzo a cui lavoro da un bel po’. Una delle mie follower mi ha chiesto di parlare della decisione di avere Riccardo e Ludovica così vicini di età, proprio perché anche lei con il suo compagno vorrebbe fare questa scelta.

Io e Dario veniamo da due famiglie numerose, io ho un fratello e una sorella mentre Dario ha due fratelli e una sorella. Proprio per questo ci siamo detti che non avremo mai lasciato Riccardo da solo, perché sappiamo quanto sia importante il legame tra fratelli. Io ho sempre espresso il desiderio di volerli vicini, non avrei voluto far passare più di 3 anni circa tra uno e l’altro.

Riccardo e Ludovica si passano 25 mesi e 4 giorni. La Ludo è arrivata un po’ prima del previsto. Ho saputo di essere incinta che Riccardo aveva 17 mesi appena compiuti ed ovviamente la prima cosa che ho pensato è stata come avrei affrontato con Riccardo il discorso del fratellino/sorellina in arrivo. Dalla mia parte avevo il fatto che Ricky ha sempre adorato i libri e farsi raccontare storie, quindi con il pargolo al seguito siamo andati in libreria e dopo aver chiesto tutti i libri sull’argomento ho fatto scegliere a Riccardo quello che più preferiva. Questo libro ci ha accompagnato durante tutta la gravidanza e lo ha mostrato e se lo a fatto leggere da tutti.

Un’altra cosa che ci ha aiutato tantissimo nella preparazione dell’arrivo della sorellina è stato venire con me ad ogni visita dal ginecologo. Lui si sentiva orgoglioso di questo compito perché poi alla sera raccontava a modo suo al papà che la sorellina stava bene. Fortunatamente mi seguiva un ginecologo molto umano che ha sempre cercato di far sentire Riccardo importante in questo nuovo compito di fratello maggiore.

Ricky già nei primi mesi parlava con la mia pancia, la accarrezzava e se la coccolava. Aveva creato un legame speciale tutto suo con quel nuovo esserino che cresceva dentro me e prima che sapessimo se sarebbe stato un fratellino o una sorellina lui già diceva che nella pancia c’era Kika come se il loro legame fosse al di sopra di ogni cosa e avessero già un confronto e dei segreti tutti loro.

In ogni caso, nonostante le premesse sembravano perfette, la gravidanza non è stata proprio rose e fiori e sono dovuta stare molte volte in ospedale anche la notte ricoverata a causa delle coliche renali. Questa cosa mi ha spaventato un po’, perché avevo paura che Riccardo desse la colpa alla sorellina del fatto che mamma non c’era. Mi ricordo quando il 1°marzo è venuto a trovarmi in ospedale (il giorno dopo sarebbe stato il suo compleanno e io non mi sarei svegliata con lui) e io avevo le flebo e lui era rimasto molto scosso da questa cosa perché non capiva il perché di tutti quei fili e quegli aghi nel braccio di mamma. Quella sera, quando poi se ne è andato, ho pianto. Ho pianto davvero tanto perché mi sembrava che stavo facendo un torto a Ricky. Lui così piccolo e bisognoso delle coccole della sua mamma e io invece in ospedale perché stavo male a causa di questa nuova gravidanza che avevo desiderato tanto. Mi sembrava quasi che quel regalo per la vita che gli stavo facendo gli stesse invece portando via del tempo prezioso con me. Del tempo di cui un bambino di due anni ha estremamente bisogno.

Temevo il giorno della nascita, temevo che Riccardo non reagisse bene, temevo fosse geloso nel vedermi con in braccio un’altra bimba.

E invece no. Mi ha stupito anche quella volta. È arrivato con il papà al mattino e appena l’ha vista si è illuminato. È voluto salire sul letto con noi e le ha dato un bacio dicendomi “mamma, Kika bella” e io lì mi sono sciolta. Lì ho davvero capito che ne era valsa la pena, che mio figlio sapeva che regalo enorme il suo papà ed io gli avevamo fatto.

Arrivato il giorno delle dimissioni pensavo che sarebbe arrivata lì la scenata di gelosia e invece niente. Non ha mai protestato quando dovevo allattare Ludo, non ha mai protestato quando non potevo giocare con lui, non ha mai fatto una piega a dirla tutta. Era solo geloso quando qualcuno si avvicinava alla sua sorellina e addirittura il primo periodo non voleva neanche che si avvicinasse il papà. In giro dovevano chiedere il permesso a lui prima di avvicinarsi alla carrozzina e se lui diceva no era no, perché si arrabbiava tanto.

Certo non è stato facilissimo, ma non è stato facile l’organizzazione con due bimbi bisognosi di attenzioni in modi completamente diversi. Anche perché dopo 20 giorni dalla nascita della Ludo abbiamo iniziato ad imbiancare e pulire la nuova casa dove ci siamo poi trasferiti, quindi è stato un insieme di cose.

Ma ora a distanza di quasi un anno dalla nascita di Ludovica io sono sicura che rifarei tutto quanto, perché certo non è stata una passeggiata ma non è facile fare la mamma in generale. Ma vederli giocare insieme, crescere insieme e volersi bene come se ne vogliono loro vale tutte la stanchezza e tutte le difficoltà passate. La speranza è che il loro rapporto rimanga così, genuino e pulito. Perché sono sicura che un fratello o una sorella è un regalo speciale, un regalo su cui potrai sempre contare. E a chi mi chiede se consiglierei di avere figli così vicini come li ho avuti io risponderei di SÌ mille volte.

Quando i fratelli vanno d’accordo, nessun fortezza è così solida come la loro vita in comune.
(Antistene)

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