UNA SORPRESA INASPETTATA

Il 3 agosto mi faccio male al ginocchio. Un male terribile, questa volta me lo sono giocato.

Sono sul lavoro.

Chiamo Dario e andiamo in pronto soccorso.

Ore d’attesa. Buste e buste di ghiaccio istantaneo. Procediamo con i raggi. Infortunio per una settimana: molto probabilmente è qualcosa ai legamenti e bisogna approfondire.

Una settimana dopo circa mi ritrovo dentro la risonanza magnetica e per una come me che soffre di claustrofobia fidatevi che non è stato una passeggiata.

Qualche giorno dopo partiamo per le ferie, destinazione Viserbella. Finalmente ferie!

Con il passare dei giorni il ginocchio non migliora molto e mi rendo anche conto che il ciclo non arriva (con il dolore al ginocchio me ne ero dimenticata). Vacanza rovinata: sicuro arriverà in quei giorni, stai a vedere. Mi preparo quindi psicologicamente a non fare neanche un bagno e a stare in pantaloncini in spiaggia. Ma la vacanza prosegue e la sera prima della partenza ancora nulla, nada de nada.

Mi rivolgo ad una farmacia, per chiedere come avrei dovuto fare dal momento che avrei dovuto iniziare una nuova pillola proprio con l’inizio del ciclo ma avendo un ritardo di 15 giorni non sapevo come comportarmi. La sua risposta è stata semplice “signora faccia un test di gravidanza”. Prontamente le rispondo che mi avevano fatto l’esame del sangue in ospedale tre settimane fa e che era impossibile dal momento che prendevo la pillola. Il suo consiglio rimane lo stesso. Eh va beh, facciamola contenta “..ma mi dia quello più economico perchè tanto è negativo e non mi va di spendere soldi” “non si preoccupi, le basterà il più economico con 15 giorni di ritardo!”.

Pago, esco e inizio a brontolare contro Dario che questa è pazza perchè è impossibile “vero?”

Non perdiamo tempo: entriamo in un bar, bevo una limonata e vado in bagno. Neanche 5 minuti dopo esco. Il test è positivo. Neanche il tempo di farci la pipì sopra che quella linea si colora. Subito. Ben marcata. Impossibile sbagliarsi. Sono INCINTA, anzi incintissima evidentemente.

Dario pare prenderla bene, a parte che ordina un secondo mojito.

Io scoppio a piangere, ma quei pianti singhiozzati.

Stringo la Ludo, lei ancora così piccola. Lei che non cammina ancora e che ancora è attaccata alla tetta ogni mezz’ora e che non si sa quando mai si staccherà.

Guardo Riccardo che balla con gli altri bimbi. Ha solo 3 anni e mezzo e tra poco sarà fratello maggiore un’altra volta.

Guardo Dario che il terzo figlio non lo ha mai voluto perchè dice che stiamo bene così.

E poi guardo me, mi guardo dentro. Io che avevo mille progetti per la testa. Io, che un terzo figlio mi sarebbe piaciuto averlo ma non era possibile e sicuramente non in quel momento. Io che mi ritroverò a 30 anni con 3 figli di 6, 4 e 2 anni, io che non ho un attimo per me ora figuriamoci tra un po’, io che ho appena trovato una quadra in famiglia che verrà nuovamente stravolta, io che ora non so cosa c***o fare!!!

Dario mi tranquillizza, dice che è il destino, dice che forse qualcuno da lassù mi ha mandato un segnale per farmi capire che i progetti che avevo in mente non erano fatti per me o non era il momento giusto.

Lui è tranquillo.

Io un po’ meno. Anzi, sono tesa come una corda di violino.

L’indomani mattina faccio un altro test. D’altronde si sa, andrebbero fatti al mattino e non la sera. Magari quello di ieri sera si è sbagliato.

E invece no, quella maledetta linea si colora ancora più in fretta ed è ancora più marcata se possibile.

Non ci sono speranze: il test non si sbaglia!

Benissimo. E ora cosa diavolo faccio? Tre bambini piccoli insieme.

Troverò una soluzione, ho 9 mesi per pensarci no??

E ora sono qui, due mesi dopo quella scoperta che ci ha stravolto le vite.

Ovviamente come in ogni mia gravidanza ho avuto un distacco amniocoriale ed è quando ho scoperto che avrei potuto perderlo che ho capito che io quel bambino lo volevo tanto come ho voluto Riccardo e Ludovica. Quel cuoricino che batteva nello schermo è il sangue del mio sangue, è un altro piccolo Digio che girerà per casa, è un altro piccolo guerriero che ha combattuto per rimanere nella pancia di mamma, è un’altra creatura che si porterà via ore di sonno ma che amerò con tutta me stessa, è mio figlio!

La scadenza del parto è programmata per il 21 aprile, quindi si passerà 4 anni con Ricky e 2 anni con la Ludo.

Siamo ancora indecisi con i nomi. Io vorrei trovare un nome composto da 8 lettere, come Riccardo e Ludovica. Dario invece ne ha già due ben impressi nella mente. Per ora è stato soprannominato/a Nocciolina.

Ho deciso di non sapere il sesso (spero di resistere). Questa è stata una grande sorpresa e voglio che lo sia fino in fondo. Poi la coppia ce l’ho quindi non cambierebbe niente. Dario invece vorrebbe già saperlo e non resisterà fino alla fine.

Sono felice, ma ho tanta paura.

Sono elettrizzata, ma sono tanto stanca.

Riccardo non fa altro che chiedere quando andiamo in ospedale a comprare il fratellino/sorellina. Lui pensa così: secondo lui io sono andata in ospedale e ho comprato la Ludo e così faro questa volta. Ludo non sappiamo se ha capito o no, dà i baci alla pancia ma chissà se lo fa perchè lo vede fare a Ricky o perchè sa cosa fa. La bella notizia è che abbiamo tolto tetta. Dopo che ho scoperto di avere di nuovo una gravidanza a rischio era diventato un po’ pericoloso allattare e la sera le ho proprio detto “mamma non può più darti tetta perchè facciamo male a fratellino/sorellina” e lei semplicemente ha smesso di chiederla.

Una nuova avventura ci aspetta e presto anche il blog cambierà per dare spazio a “La nostra vita in cinque”.

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