I SISTEMI ANTIABBANDONO

Giovedì 7 novembre è scattato l’obbligo di avere seggiolini o sistemi antiabbandono a bordo e la cosa ci è stata riferita solo nella giornata precedente (io a dirla tutta l’ho scoperto solo la sera tardi).

La cosa è stata anticipata dal momento che in un primo momento sembrava dovesse scattare l’ordine solamente il 6 marzo 2020.

Risultato: il caos più totale!!!

Giovedì mattina migliaia di mamme fuorilegge, tra cui la sottoscritta, hanno caricato i loro bambini in auto nella speranza di non essere fermate e multate essendo sprovviste di ogni sistema antiabbandono.

I negozi che lo vendevano sono stati inondati di richieste ritrovandosi nel giro di poche ore senza, così sono partite le prenotazioni telefoniche e quelle su internet.

Amazon Prime, che normalmente consegna in 24/48 ore garantisce la spedizione ma in tempi più lunghi.

I negozianti più furbetti, o più spaventati dalla massa di genitori, hanno venduto tutto ciò che avevano, anche quelli non a norma.

Insomma, nessuno ci ha capito più niente!

Ora tutti si pongono la domanda: ma se non ce l’ho perchè l’ho ordinato su Amazon ma mi arriva solo fra una settimana, la multa me la becco lo stesso? E anche se ho aspettato a comprarlo perchè voglio capire cosa fa al caso mio o cosa è veramente a norma? Insomma: le multe partono da subito?

Ieri sera in un’intervista a “Striscia la Notizia” il ministro De Micheli ha detto che insieme al ministro degli interni Lamorgese stanno dando massima disponibilità a trovare una quadra per chi ancora non possiede il sistema, soprattutto per coloro che lo hanno ordinato ma devono aspettare che arrivi.

La ministra De Micheli insiste sul fatto però che non dobbiamo prenderlo come un obbligo voluto da loro ma come un bene per i nostri figli. E su questo non ci piove.

Ma abbiamo provato a chiederci perchè quei bimbi siano stati dimenticati in auto?

Perchè quei genitori, che vivranno con il senso di colpa a vita, hanno avuto quel black out?

Perchè non andiamo a scavare più a fondo in questa cosa e cerchiamo di capire che forse il vero aiuto di cui abbiamo bisogno noi genitori non è un sistema antiabbandono, ma un appoggio reale nella vita e nella crescita dei nostri figli. Forse non è lo stress la vera causa dei black out?

9 casi in 11 anni: uno nel 2008, due nel 2011, uno nel 2013 e poi uno all’anno fino ad oggi. Negli ultimi anni i casi sono più frequenti, un bimbo all’anno viene dimenticato in auto.

La cosa certo è sconvolgente e chissà quanti hanno pensato “ma come diavolo fai a dimenticarti tuo figlio in macchina?”. L’ho pensato anche io, ma poi ho pensato alla mia vita e alla mia routine. Io faccio praticamente la mamma tutto il giorno: se arrivo all’asilo devo per forza posare Riccardo. Se arrivo dai miei suoceri devo per forza posare la Ludo, se no non posso andare a lavorare (anche perchè lei funge da allarme, appena apro la portiera si mette a piangere come se soffrisse di sindrome d’abbandono). Mi aiuta molto il fatto di sentire mio marito più volte al giorno, mi aiuta molto il fatto di essere una persona che se non segue la routine va in tilt.

Ma poi ci ho riflettuto e forse è proprio la routine quella che ci frega. Siamo talmente abituati a fare le cose come se fossimo una grande catena di montaggio che se per caso a volte un tassello manca ce ne accorgiamo solo ad opera finita quando la struttura non sta in piedi e tu non ti ricordi quale tassello non hai messo perchè sei talmente abituato a farlo che non sai se oggi lo hai fatto oppure no.

Questa è la cosa che mi fa stare più male, il fatto che la nostra vita ci porti a vedere i figli come un pezzo della nostra routine. Portare i figli a scuola dovrebbe essere un piacere, non un dovere da fare in fretta così non arrivi tardi al lavoro.

Perchè siamo arrivati a questo punto?

Io il sistema antiabbandono lo considero quasi una sconfitta nel mio essere genitore. Ogni volta che scenderò dall’auto ci sarà un aggeggio pronto a ricordarmi di mio figlio, come a dirmi “non sei in grado di farlo da sola”.

Io non ci sto! Io riesco a farlo da sola.

Sono solo una madre stanca che è dovuta tornare a lavorare dopo che mio figlio ha compiuto 3 mesi perchè non posso permettermi di stare in maternità facoltativa perchè dobbiamo pagare le bollette. Ma loro non lo sanno che mio figlio non dorme ancora la notte e che tra le poppate e i pannolini io dormo forse due ore.

Sono solo un padre stressato perchè devo dare il meglio di me al lavoro. L’azienda sta facendo tagli al personale e se mi licenziano come cavolo lo pago il mutuo di quella casa che abbiamo tanto sognato.

Sono solo una madre depressa perchè mio figlio è appena nato, io ho solo voglia di piangere e non ce la faccio a tenerlo in braccio tutto il giorno, voglio farmi una doccia, voglio avere la mia vecchia vita, vorrei uscire ogni tanto e vorrei soprattutto parlarne con qualcuno.

Sono una madre e non sono più nient’altro. Mi hanno licenziato appena mio figlio ha compiuto l’anno, sono un peso perchè non posso più dare la disponibilità che davo prima e non possono rinnovarmi il contratto.

Ecco: questa è la vita di noi genitori nel 2019, quasi 2020.

Abbiamo realmente bisogno di un sistema che ci dice “ehi ma ti sei rincoglionito? guarda che stai dimenticando tuo figlio in macchina” o abbiamo più bisogno di qualcuno che ci dice “ehi, fermati un attimo. Leggi un bel libro a tua figlia, guarda il cartone con il tuo bimbo per una volta, ascolta la poesia che ha imparato all’asilo, goditi la sua crescita”?

Queste sono le cose che una mamma e un papà vogliono sentirsi dire.

Queste sono le cose che vorrei sentirmi dire io e invece vengo giudicata sul posto di lavoro perchè è in arrivo un terzo figlio.

La soluzione è un aiuto concreto: per esempio un orario più flessibile per le mamme, un aiuto terapeutico per la depressione e tante altre cose che potrei elencare.

Per una come me per altro un sistema legato al telefono è inutile: io molto spesso lo dimentico a casa o in macchina e se ce l’ho dietro è in modalità silenziosa. Però secondo loro è più probabile che io dimentichi mio figlio piuttosto che il cellulare.

Questo è quello che pensano di noi genitori. Beh grazie, ma io so di valere molto di più come mamma!

Abbiamo molto su cui riflettere, veramente molto.

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