ABOUT ME

Sono Lisa, nasco a Cuneo il 10 gennaio 1992 e vivo a Borgo San Dalmazzo, un paese della provincia Granda, per 21 anni.

Studio all’istituto magistrale Edmondo de Amicis, indirizzo linguistico diplomandomi con un modesto 70. Ma non sapendo bene cosa volevo fare “da grande”, inizio a lavorare prima come sostituzione maternità in un baby parking e poi nel marzo 2012 per un negozio di abbigliamento in un centro commerciale lavorando quindi domeniche e festivi. 

Ma mi convinco che tutto questo tempo dedicato al lavoro servirà a qualcosa, perché secondo me un giorno entrerà  da quella porta il mio principe azzurro. E non ci mette neanche tanto…

26 maggio 2013, una domenica come le altre. Entro in turno alle 16 e stranamente mi mettono in cassa. Alle 16.15 arriva lui e fa un giro proprio davanti alle casse, saluta la mia collega e se ne va. Ovviamente mi avvicino alla mia collega per chiedere informazioni con molta disinvoltura (della serie “perchè non me li presenti questi amici?”).

E così venendo a sapere nome e cognome gli mando l’amicizia su facebook e da lì parte un’estate travagliata per riuscire a conquistarlo convinta di quello che provavo. Delle relazioni precedenti ci avevano feriti, ma siamo stati più forti di tutto e tutti e ce l’abbiamo fatta.

A giugno 2014 andiamo a convivere a Mondovì, dove abitiamo ancora ora, e progettiamo il nostro matrimonio per il 18 luglio 2015.

Passiamo dei mesi difficili, dove io stavo sempre molto male, entrando e uscendo dagli ospedali, e dove mi viene diagnosticata l’endometriosi con tutte le sue conseguenze fisiche e psicologiche.

Ma il 20 giugno 2015 arriva la notizia che ci cambia la vita: sono incinta. Ho vinto io!! Così, per il nostro matrimonio ci siamo regalati la cosa più bella.

E nonostante la minaccia d’aborto e il distacco amniocoriale il 2 marzo 2016 alle 13.37 nasce Riccardo, un batuffolo di 4.3 kg per 54 cm.

La mia vita da mamma non inizia nel migliore dei modi, perchè non stavo molto bene. Da una parte ero contentissima di avere finalmente il mio bambino con me, ma dall’altra parte non mi riconoscevo e piacevo più. Guardandomi allo specchio vedevo una Lisa che aveva preso tanti chili e non era felice di quell’immagine riflessa. Timorosa che mio marito avrebbe potuto allontanarsi da me, da una donna che ormai dedicava anima e corpo a quell’esserino e che ovviamente era una donna diversa da quella sposata solo pochi mesi prima. Timore che lui non mi dà modo di avere, ma che si crea nella mia testa, ormai offuscata. 

E così mi butto a capofitto alla ricerca del corpo “perfetto” che sinceramente non sapevo neanche io bene quale poteva essere, ma nel luglio 2016 ricompaiono dei dolori strani nel mio corpo, dolori e sintomi che non mi appartengono e che non sono riconducibili all’endometriosi. Inizia di nuovo l’iter di dottori, specialisti, ospedali, visite e analisi. La diagnosi: sindrome di Bechet. Una malattia rara, autoimmune. Si spiegano tanti miei sintomi, tanti miei disturbi, tanti miei disagi. Devo interrompere immediatamente l’allattamento. Riccardo ha 8 mesi. Lui ne soffre, io di più.

Un’altra volta cado nello sconforto. Ma lui è sempre lì. Quell’uomo che nel bene e soprattutto nel male mi resta vicino e mi appoggia. Quell’uomo pronto ad aiutarmi a vestire quando le mie articolazioni sono gonfie e dolenti a causa dell’artrite. Quell’uomo che si prende cura di me e di mio figlio, stando male per me senza mostrarmelo apertamente per sembrare forte davanti i miei occhi, ma che in fondo ha più paura di me. Quell’uomo che a ogni visita mi ripete “andrà tutto bene”. Quell’uomo che è mio marito.

A marzo 2017 rimango incinta, una gravidanza non cercata in quel momento ma comunque la accettiamo benissimo, ma purtroppo va male. 1-0 per la malattia, un periodo brutto dove sto poco bene.

Ma il 3 agosto 2017 scopriamo di aspettare un altro bimbo. Di nuovo minaccia d’aborto e distacco amniocoriale, ma la gravidanza procede e per i dottori questa è una battaglia vinta da me. Dalla 28esima settimana coliche renali. Dei mesi difficili, che mi portano via tempo da me, da mio marito e da mio figlio. Mi inducono il parto a 39 settimane e il 6 aprile 2018 arriva lei, la mia principessa Ludovica di 3.750 kg per 50.5 cm. La mia vittoria dopo tanta attesa.

Lì inizia la vera avventura: Riccardo di appena due anni attaccato morbosamente a me e alla sorellina, una neonata bisognosa di attenzioni e coccole tanto quanto il fratello. 

Ma ora eccoci qua, l’allattamento di Ludo continua alla grande e riusciamo ad incastrare tutto. Al momento la guerra la sto vincendo io. Ma so che la malattia è sempre lì dietro l’angolo, ad aspettare un mio cedimento. E questo mi da tanta forza, la forza di andare avanti per vedere crescere i miei figli e vivere la vita che sogno con quell’uomo stupendo che è mio marito.

Non siamo la famiglia del Mulino Bianco, ma siamo la famiglia migliore che potessi desiderare.