LA PAROLA ALLE MAMME

PAMELA ALVINO

Oggi per la rubrica “la parola alle mamme” Pamela ci presenta un progetto che a parere mio merita tutta la nostra attenzione. E allora non mi resta che lasciare la parola a lei.

“Mi chiamo Pamela Alvino. Sono mamma di due bimbe di 6 e 5 anni, Matilde e Camilla, e vivo a Bernezzo. Lavoro come insegnante di sostegno.

In queste poche righe voglio raccontarvi un’esperienza fantastica e dolcissima, emozionante ma altrettanto faticosa: l’accoglienza estiva di un bambino bielorusso.

La nostra avventura inizia per caso quando un giorno sotto i portici a Cuneo io e mio marito incontriamo Laura, la persona che ci ha presentato questa realtà. Sono bastati pochi istanti per convincerci, anche perché già da tempo io e mio marito ne parlavamo.

E così nel 2017 incontriamo Karina, una bimba bielorussa che quest’anno compie 8 anni.

Nel 2017 e nel 2018 l’abbiamo ospitata per il mese di luglio, mentre quest’anno abbiamo deciso di prolungare la sua vacanza anche per agosto, e quindi per due mesi continui.

La più grande difficoltà apparente è quella della lingua, perché purtroppo i bambini non parlano l’italiano. Ma, grazie ai traduttori online e l’interprete sempre disponibile, l’ostacolo è facilmente superabile.

L’associazione a cui ci siamo rivolti è SMILE FOR BIELORUSSIA, nata nel 1994 a Cavallermaggiore con lo scopo di sostenere le famiglie in difficoltà dopo l’incidente di Chernobyl del 1986. L’associazione conta oggi 1800 iscritti. Per poter contattare l’associazione potete chiamare al numero 0172/381009 o potete visitare il loro sito online www.smileonlus.it.

I costi principali da affrontare per poter ospitare un bambino bielorusso sono le spese di viaggio. Tutte le altre spese dipendono dalla quotidianità della vita familiare. Noi per esempio abbiamo deciso di portarla in vacanza insieme a noi. Ma partendo dal presupposto che vengono qua per respirare e mangiare più sano, tutto il resto è un qualcosa in più per rendere più piacevole il loro soggiorno.

Durante il periodo in cui i bambini si trovano qui vengono organizzate la festa di inizio e fine ospitalità, dove i bambini hanno occasione di vedersi tra loro proprio come durante l’estate ragazzi.

Questa esperienza la consigliamo a tutti, perchè ci ha arricchiti e ci ha cambiati.”


ELISA MARCHISIO

Oggi per la rubrica “La parola alle mamme” ho il piacere di intervistare Elisa, una mamma creativa.

LISA: Ciao Elisa, parlaci un po’ di te.

ELISA: Ciao sono Elisa, ho 32 anni e faccio la mamma a tempo pieno, gestisco la pagina facebook “Neomamme” insieme ad una cara amica e come hobby creo “Sogni di Stoffa”. 

L: Come ti è venuta questa idea?

E: L’idea é nata per caso, quando parlandone con un amica le dicevo quanto fosse difficile trovare cose carine abbinate mamma/bimba e soprattutto a prezzi modici… così mi sono detta proviamoci…

L: È diventato il tuo lavoro a tutti gli effetti o ti consideri un’hobbista?

E: Al momento è un hobby, o meglio una vera e propria passione, e non nego che mi piacerebbe riuscire a farlo diventare un lavoro a tutti gli effetti. 

L: Hai fatto dei corsi per usare la macchina da cucire?

E: No, ho iniziato da autodidatta, con tanta pazienza e voglia di imparare, in questo mi sono state di grande aiuto mia suocera ed un’amica dandomi i loro preziosi consigli. 

L: Quali sono stati i tuoi investimenti iniziali?

E: I miei primi investimenti sono stati una macchina da cucire molto semplice ed economica e qualche scampolo in cotone… poi piano pianino un pezzo alla volta sono riuscita a passare ad una macchina professionale, imparando a trovare i giusti tessuti in base alle esigenze. 

L: Come hai capito che l’idea poteva funzionare? Ti sei data un obbiettivo?

E: In realtà no, non sapevo se l’idea potesse o meno funzionare, piacere… Ho pensato da mamma, a cosa sarebbe piaciuto a me, per me e per la mia famiglia, qualcosa che non fosse troppo banale ma che fosse semplice, ho provato a fare una gonna coordinata mamma e figlia e qualche papillon, e da lì le prime richieste… 

L: Consiglieresti ad altre mamme di buttarsi in questo tipo di lavoro coltivando la loro passione?

E: Certo, penso che ogni donna (non solo mamma) abbia il diritto di portare avanti i propri sogni, le proprie passioni, qualunque esse siano, di ritagliarsi un po’ di tempo per staccare dalla routine e fare qualcosa che davvero le fa sentire bene. 

L: Hai trovato un appoggio o degli ostacoli con tuo marito e la famiglia?

E: No, anzi… mi ritengo davvero fortunata in questo, mio marito è il mio più grande supporto… colui che ha finanziato in principio i miei investimenti, e lo stesso che mi dà consigli su tessuti o modelli, è fondamentale per me! 

L: Hai una stanza che dedichi solo a questo? Un rifugio tutto tuo?

E: No, in verità è la nostra stanza, mia e dei bambini, per metà laboratorio e per metà sala giochi. 

L: Come riesci a far coincidere il tempo che dedichi a questo lavoro con i bambini? Non toccano tutto e ti mettono tutto in soqquadro?

E: Come ti dicevo abbiamo questa fantastica stanza dove possiamo stare insieme, così mentre mamma crea, loro possono giocare standomi vicina…cantiamo e chiacchieriamo, o semplicemente fanno i loro giochi (che sta per: al mio via scatenate l’inferno), ma fortunatamente non toccano nulla che non sia loro, sanno che ci sono cose con cui si possono far male. 

L: Parlando delle tue creazioni: da dove e da chi prendi ispirazione?

E: Beh senz’altro il web è grande fonte di ispirazione. Mi piace prendere spunto e aggiungerci il mio tocco, le mie idee. Anche i miei figli sono mi sono d’aiuto in questo, spesso sottovalutiamo i bambini! 

L: Ti è capitato che qualche tua creazione avesse meno “successo” di un’altra?

E: Certo! Tante volte si cerca di fare grandi cose quando alla fine è la semplicità che ripaga. 

L: C’è qualcosa a cui sei più affezionata o a cui tieni particolarmente?

E: Mah guarda in realtà, come spesso capita si ha la tendenza a fare le cose che più ci piacciono, e così anche per me, ma se dovessi scegliere la cosa che mi è piaciuto di più realizzare, beh direi senz’altro le gonne Mamma Bimba coordinate, le trovo di una dolcezza infinita. 

L: Momento spoiler: ci sono novità in vista?

E: Si diciamo che qualche novità in vista c’è, nonostante io cerchi sempre di creare cose nuove, voglio allargare un po’ il campo, quindi dedicare più spazio anche ai piccoli, e magari perché no creare qualche abbinamento anche per i maschietti! 

L: Grazie mille Elisa, siamo curiosi allora di vedere le tue nuove creazioni.


FEDERICA BISCIA

Per la rubrica “la parola alle mamme” oggi ho il piacere di intervistare Federica Biscia, un’ex campionessa di nuoto e ora un’educatrice e una mamma.

LISA: Ciao Federica, parlaci un po’ di te.

FEDERICA: Sono Federica, ho 38 anni 5 bambini e gestisco con la mia socia 3 asili.

L: Come sei passata da sportiva olimpionica a educatrice di un asilo nel bosco?

F: La mia carriera sportiva è iniziata a 6 anni e conclusa a 23, dopo europei mondiali olimpiadi e record italiani nel nuoto. Avevo 10 anni e durante la mia prima intervista mi chiesero “quali sono I tuoi sogni?” e io risposi “andare alle olimpiadi e insegnare”. Detto fatto. Mi sono laureata seguendo il mio secondo sogno poiché il primo l’avevo già realizzato. Dopo la laurea io e Stefania abbiamo aperto “lo gnomo scalzo”, un asilo nido a Mondovì. Con il tempo ci siamo formate, le nostre competenze sono cresciute, abbiamo fatte ottime manovre imprenditoriali grazie anche ad un pizzico di fortuna e… il nido lo gnomo scalzo è diventato montessoriano bilingue, a Pianfei è nato il famoso “asilo nel bosco” con una sua continuazione inglese a Vicoforte come Forest School.

L: Dove si trova la sede del vostro asilo?

F: L’asilo nel bosco ha la sede interna a Pianfei in Via Roma 139, una mega villa colorata. Abbiamo un bosco attorno e una vera aula scolastica vicino di 2500 metri quadri suddivisa in campi d’interesse.

L: Parlaci del nuovo asilo a Vicoforte.

F: Sull’onda dell’asilo nel bosco di Pianfei, ormai consolidato, abbiamo scelto di farci costruire una struttura in pietra stupenda nei boschi di Vicoforte. È un asilo meraviglioso, con una vista mozzafiato immerso nei boschi e prati. È una Forest School ovvero oltre alle educatrici in lingua italiano c’è una maestra madrelingua inglese che affianca giornalmente. Il progetto di Forest School è per bimbi dai 1/6 anni e il prezzo è poco più di quello di una scuola paritaria.

L: Perché hai scelto di aprire proprio un asilo nel bosco e non un nido come gli altri?

F: I nidi tradizionali non appartengono alla modalità di lavoro mia e delle colleghe. I nostri asili sono destrutturati, si lavora in pedagogia attiva ovvero è il bambino considerato come esserino pensante e ogni azione fatta dalle insegnanti avviene tramite attentissime osservazioni. Per lavorare in questa maniera ci vuole competenza, amore per se stessi, un grande equilibrio interno tra le insegnanti, coraggio e passione… soprattutto passione. E poi c’è l’aspetto del fuori: la natura è una maestra in più, offre ai bimbi tutto ciò di cui loro hanno bisogno: motricità fine e grossa, libertà aria buona… e si aria buona, qui i bambini si ammalano pochissimo tanto che i pediatri della zona consigliano ai genitori i nostri asili.

L: A che età si rivolge il vostro asilo?

F: Quello di Mondovi alla fascia 0/3 anni e quello di Pianfei e Vicoforte alla fascia 1/6 anni.

L: Cosa offre un asilo nel bosco rispetto ad uno normale?

F: Qualità educativa: i genitori sono seguiti passo per passo e le famiglie sono parte integrante del progetto. Continuità: i bambini cominciano a 1 anno e vanno via a 6 anni. Rinforzo del sistema immunitario: stare all’aria aperta favorisce e rinforza le difese immunitarie. E serenità: i bambini sono felici: si dà loro la possibilità di scegliere le attività, esistono pochi “no” ma importanti, non usiamo castighi ma dialogo.

L: Quanti asili come il vostro esistono in Italia?

F: Un centinaio, ma in provincia di Cuneo siamo solo noi.

L: Organizzate delle giornate aperte o qualche incontro per far conoscere la vostra realtà?

F: I genitori che sono interessati possono venire quando vogliono. Siamo molto aperti e se hanno piacere possono restare con noi qualche ora. A breve organizzeremo un meraviglioso open day a Vicoforte.

L: Quanto il tuo lavoro da educatrice ti ha aiutato e penalizzato nel ruolo di mamma?

F: A scuola sono maestra, a casa mamma… e sono una mamma come tutte. Cerco di distinguere le due cose!

L: Come riesci a conciliare la tua vita da mamma con il lavoro?

F: Ho tantissimi aiuti.

L: Hai sempre voluto avere una famiglia numerosa?

F: Sì

L: Com’è la routine di una famiglia con cinque figli?

F: Come con due…. La mattina ci svegliamo colazione e scuola. Ore 18 torniamo a casa cena e a letto alle 20:30. Spesso più si è meglio è, perché i bambini si aiutano tra di loro… e beh… poi scattano anche le urla!

L: Grazie mille Federica, aspettiamo notizie per l’open day a Vicoforte dove cercherò di non mancare per vedere questa nuova e bellissima realtà.